Lontano da lei (Away from Her), Canada, 2006, di Sarah Polley

Recensione di Emma Gasperi.

Tratto dal racconto The Bear Came Over the Mountain di Alice Munro, pubblicato in Italia da Einaudi nel 2003 nella raccolta Nemico, amico, amante…, è un film delicato e struggente, che accompagna con suggestiva discrezione dentro al drammatico universo della malattia di Alzheimer.

Sposati da 44 anni, Fiona e Grant Anderson sono molto legati l’uno all’altra e condividono un’esistenza colma di tenerezza e umorismo. La loro felicità sembra vacillare solo negli occasionali riferimenti al passato, che lasciano immaginare dei trascorsi non sempre idilliaci.

I continui vuoti di memoria di Fiona costringono però ben presto i due anziani coniugi ad arrendersi a una triste evidenza: le dimenticanze della donna sono dovute al morbo di Alzheimer. Grant è deciso a volersi occupare della moglie, ma Fiona, consapevole delle conseguenze della malattia e del peso che si riverserebbe sulle spalle del marito, decide di farsi ricoverare presso una casa di riposo specializzata.

La separazione della coppia è segnata da una profonda tristezza, aggravata dall’obbligo imposto a Grant di non tornare a far visita alla moglie prima di un mese, per non turbare il suo difficile processo di ambientamento.

L’uomo attende con impazienza e trepidazione il giorno in cui potrà rivederla, ma quando finalmente la incontra si trova di fronte a un’amara sorpresa: Fiona non ricorda più nulla del suo passato e si è innamorata di Aubrey, un ospite della casa di riposo costretto su una sedia a rotelle.

Dapprima ciò provoca in Grant un lacerante dolore misto a rabbia e incredulità, che successivamente si trasforma in un vero e proprio viaggio d’abnegazione per consentire alla moglie di vivere questo nuovo legame. Attraverso il sacrificio di se stesso, egli dà prova del suo sconfinato amore per Fiona: vigila da lontano senza mai lasciarla sola e le si accosta soltanto nei modi che lei gradisce.

Alla fine del film, nonostante gli inevitabili stravolgimenti provocati dalla malattia, Fiona dimostra come anche in lei il profondo sentimento che li unisce sia ben lungi dall’essere venuto meno: avvolgendo il ‘signore’ che ha davanti a sé (cioè Grant) in un abbraccio, gli sussurra “Sono felice di vederti. Potevi andartene via, potevi andartene via senza mai neanche voltarti e abbandonarmi”.